
I distributori automatici sono una specie di principio ordinatore del mondo, avete notato? Presenti in qualunque università, questi sofisticati marchingegni sono il frutto di una tecnologia che è andata perfezionandosi nei secoli. Pare addirittura che il primo distributore automatico della storia sia stato inventato nel 215 A.C. ad Alessandria d’Egitto da un certo Hero Tzebus: il brav'uomo aveva creato un rudimentale macchinario in grado di distribuire l’acqua necessaria per le cerimonie propiziatrici nei templi. L’acqua veniva erogata quando l'inserimento di una moneta faceva scattare una leva che a sua volta azionava una valvola. Credo che tutti gli universitari di questo mondo, che ogni mattina fanno la fila davanti alla macchinetta del caffè sperando di pompare un pò di vita in quei corpi sfiancati dai bagordi della sera prima, debbano un "grazie" al buon vecchio Hero. Va detto però che il mondo si divide in due categorie: chi ha accesso a un distributore automatico capace di dare il resto, e chi si deve accontentare di uno che non lo dà. E’ una dicotomia spietata, un sopruso tecnologico ed economico che obbliga alcuni a frugarsi rabbiosamente le tasche in cerca di una moneta da dieci centesimi, e permette ad altri di lasciar scivolare con disinvoltura una moneta da due euro nel distributore e raccogliere tranquillamente il resto nell'apposita fessura. Cazzo, avete mai sperimentato la terribile sensazione di avere bisogno di acqua o caffeina, magari prima di un esame, e non avere abbastanza monetine in tasca perchè il distributore non dà il resto? E' una cosa demoralizzante. A questo, Hero Tzebus non ci aveva proprio pensato.